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Quando il silenzio…

Ciao a tutti, amici di Graffitiblog,
sono un giovanissimo della diocesi di Vicenza e vorrei dedicarvi una breve riflessione su un momento di spiritualità e di silenzio che ho vissuto quest’estate al campo diocesano.
Quest’anno, al camposcuola di 3^ Tappa a Penia di Canazei, durante il momento di “deserto”, in cui si sta da soli a riflettere e a cercare un dialogo con Dio, mi sono ritrovato a non seguire più di tanto la traccia che ci era stata data ma piuttosto a pensare ad un fatto che mi era successo il giorno prima.
Grazie a queste tempo di riflessione interiore sono giunto ad una soluzione riguardo al problema che mi si era posto e a vivere più serenamente il rapporto con una persona, non solo i restanti giorni dell’esperienza diocesana di AC, ma anche nei giorni e mesi successivi.
Fino ad allora, non mi era mai capitato di ricavare un vero e proprio beneficio dalle esperienze di silenzio che avevo vissuto.

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Ora invece capisco che, nei momenti in cui si vive a fondo la propria spiritualità, si può ascoltare la voce di Dio che ci parla e ci dà consigli.
Come dice l’Apocalisse (3, 20) Dio sta alla nostra porta e bussa, sta a noi poi aprirgli le porte del nostro cuore e lasciare che entri e stia con noi.

Federico Baù

Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo in Mason Vicentino (VI)
Diocesi di Vicenza

Scatti d’estate

campo18enni per graffitiblog

Creati per amore, creati per amare. I protagonisti sono i diciottenni della diocesi di Vittorio Veneto, che dal 4 all’ 11 agosto hanno partecipato al camposcuola a Cimacesta, la nostra casa diocesana ad Auronzo di Cadore. Una settimana per vivere e raccontarsi in un percorso che vuole far sperimentare ai nostri giovani l’Amore, quello vero, quello che ci ha generati e che ci fa sperimentare i grandi doni che il Signore ci ha fatto, quell’amore che troviamo nella bellezza delle relazioni con gli altri, ma soprattutto con Dio.

Ecco un pensiero che arriva direttamente da Fabio La Valle, un ragazzo che ha partecipato al campo e che di ritorno da questo ha scritto “di getto” le sue emozioni.

E’ un brivido, una lacrima di emozioni. E’ una delusione. Inspira, espira. E’ finito, è soltanto finito un campo.
Un risucchio veloce. Come alla fine di un film, ti guardi intorno ma nessuno applaude.
Non ci sono i titoli di coda, ma lo spazio per scriverli è tutto tuo. Tocca a te ora.
Cosa può descrivere meglio un campo se non proprio questo? Le lacrime di chi non vorrebbe andarsene più, le amicizie e i legami profondi che si creano, il bagaglio che ci si porterà dentro per molto molto tempo. Il polinomio vincente: Life, friend, love, passion.

 Campo 18enni diocesi di Vittorio Veneto

Musica d’estate…

L’estate ormai è arrivata e la corsa verso le spiagge alla conquista dell’ultimo ombrellone si fa sempre più accanita. Armati di telo, occhialini fashion, crema solare, un buon libro e con l’unico desiderio di passare una giornata di assoluto relax spaparanzati sulla sdraio ad assorbire fino all’ultimo raggio di sole.

 

Eppure c’è una cosa senza la quale tutto questo sarebbe un po’ troppo monotono: la musica. A chi non piace abbronzarsi con le cuffie dell’I-pod nelle orecchie? Aiuta a rilassarsi ma contemporaneamente a non annoiarsi. Sono tanti i generi di musica di voga nella stagione estiva, i classici latino-americani da ballare sul bagnasciuga… Il segreto è agitare senza sosta braccia e gambe e far credere agli altri di essere i Ricky Martin della situazione. D’altronde quello che conta è divertirsi e non essere il più bravo ballerino del lido. Anche perché se fosse così, il 99,9% dovrebbe restare sul lettino a guardare (me compreso!). Tra le canzoni più famose ovviamente ci sono “ Mueve la colita”, “ Bomba”, “ El pam pam” e tante altre. Le canzoncine da aperitivo e da baby-dance (anche se tutti noi le balliamo a volte. Diciamoci la verità!) che vengono ripetute migliaia e migliaia di volte in un solo giorno. Sono quelle classiche canzoni che all’inizio sembrano simpatiche ed orecchiabili ma che a fine estate, dopo averti trapanato i timpani, vorresti non ascoltarli mai più per tutta la tua vita. “Il Pulcino Pio” è il rappresentante più noto, ma ricordiamo anche il “ Joca Jouer”,” Il ballo della casalinga” e “ La macchina del capo”.

L’estate è il periodo delle discoteche e dei locali, per questo non possono mancare in questa lista le nuove uscite nel genere House e Dance che solo i grandi dee-jay sanno valorizzare tra una marea di persone che si agitano come sardine in una scatoletta, urlano a squarciagola e sudano più che sulla spiaggia. Questa canzoni, però, danno un incredibile adrenalina a chi l’ascolta, che ti fa ribollire il sangue nelle vene tanto che non puoi fare altro che muoverti. In discoteca non sono ammessi pezzi di legno!! Il mercato musicale di questo genere è vastissimo. Quest’anno le canzoni che domineranno sulle piste da ballo saranno sicuramente “ Wake me up” di Avicii, “ Get Lucky” dei Daft Punk , “ Summer moonlight” di Bob Sinclair e “ Play Hard” di David Guetta insieme a tutti i pezzi storici. Infine ci sono quelle canzoni malinconiche, d’autore. Quelle canzoni nate apposta per essere cantate sulla spiaggia con una chitarra, attorno ad un falò in compagnia degli amici più stretti, infreddoliti dopo il classico bagno di mezzanotte. Quelle canzoni da stonare insieme e ridere quando non ci si ricorda la parole. Quelle di cui non si conosce il titolo, quelle che “ Ehi!La conosci quella che fa la la la…?!”. “ Certe notti”, “ Notte prima degli esami”, “Caruso”, “Albachiara” e tantissime altre che hanno fatto la storia della “musica da spiaggia”….e poi ci sono anche quelli che, fregandosene dell’estate e dell’ondata di generi che si porta appresso, restano fedeli ai propri generi e preferiscono immergersi con le cuffiette nel loro “ paradiso artificiale” nuotando tra musica classica, rock, blues e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, qualsiasi sia il modo in cui la si vive,non è estate senza musica. Per cui armiamoci di tanta voglia ed energia positiva e viviamo la bella stagione all’insegna del divertimento. All’insegna della musica!

 

Roberto Iossa

Segratario MSAC Diocesi Nocera-Sarno

Graffiti: un nuovo look per idee sempre grandi!

Ciao amici di Graffiti!

…allora!? Vi è piaciuto il restyling del nostro giornale!? Cosa vi colpisce di più!? La grafica, le nuove rubriche, il formato…

…potete raccontarci qualche impressione nei commenti di questo post o nel sondaggio sulla vostra destra!

Intanto ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato al concorso indetto dalla redazione di Graffiti per creare il nuovo logo di Graffiti!  Riportiamo qui sotto i loghi – tutti bellissimi! – che ci sono arrivati e ci complimentiamo con il vincitore del concorso che è

Martino Binetti

della parrocchia di san Domenico in Molfetta!!!

Buona lettura a tutti!

 

La redazione

 

 

Un disagio legittimo

Proseguono ancora gli scontri in Brasile, dove migliaia di manifestanti sono scesi di nuovo in Piazza in almeno 18 città.
Il Bilancio per adesso è di due morti: a Guarujà, un adolescente in bici è stato travolto da un camion che tentava di evitare il corteo con un inversione di marcia proibita. Mentre a Belo Horizonte, un giovane è morto cadendo da un viadotto, dopo violenti scontri tra un gruppo di vandali e la polizia all’esterno dello stadio “Mineirao”, dove si giocava la semifinale di Confederation Cup tra Brasile e Uruguay.

 

Tafferugli si sono registrati anche a Fortaleza, mentre si disputava l’altra semifinale tra Italia e Spagna: alcuni manifestanti staccatisi dal corteo hanno attaccano le forze dell’ordine con pietre, bastoni e bombe artigianali. Le forze dell’ordine hanno usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per impedire l’avanzare del corteo, e allontanare i gruppi che tentavano di entrare. C’è da dire anche che la maggioranza dei cortei si è svolta pacificamente senza alcuna tensione. Si registrano in totale 58 persone arrestate e 18 feriti, tra cui poliziotti e giornalisti.
La causa principale per cui 500 mila persone sono scese in Piazza in queste quattro settimane, è il rincaro dei prezzi sui trasporti pubblici e le spese troppo eccessive per i mondiali 2014. Così, mentre Rio de Janeiro viene blindata in vista della finale che si svolgerà domenica prossima, la Chiesa appoggia e sostiene l’ondata di manifestanti tramite l’arcivescovo Onari Joao Tempesta, che dichiara: “Le rivendicazioni della gente sono ‘in sintonia’ con lo spirito dell’imminente Giornata Mondiale della Gioventù (dal 23 al 28 Luglio a Rio). Una grande parte di coloro che hanno partecipato ai cortei sono cattolici che frequentano le chiese. Credo che il vero cristiano sia colui che ha sì spiritualità, ma anche coscienza politica.”

Pierpaolo Romanello


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