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È FINITAAA… O QUASI!

Cari amici di GRAFFITI BLOG è tempo di esultare!

La campanella dell’ultimo giorno di scuola è suonata, ormai da qualche giorno, in tutte le scuole d’Italia! Dal nord, al sud fino alle isole, l’anno scolastico 2013/14 chiude i battenti con il tradizionale rito dell’affissione degli Ammessi alla classe successiva e la consegna delle pagelle, che decretano in via definitiva l’inizio dell’estate…

Tempo di vacanza per chi ha conseguito un buon risultato, di studio obbligato per chi dovrà recuperare le lacune, avendo collezionato qualche materia da “recuperare” entro settembre.

E voi in quale categoria rientrate? Siete già pronti per la tintarella al mare, le passeggiate in montagna, oppure avete ancora lo zaino in spalla?

Sicuramente, tra color che sono sospesi, ci sono gli amici alle prese con gli Esami di Stato di III media, alle prese con le prove scritte, tra cui la Prova Invalsi nazionale, prevista per il prossimo giovedì 19 e i Maturandi, pronti ai nastri di partenza in attesa dello START con la prima prova di Italiano. Il toto tormentone per le tracce anche quest’anno è iniziato… E voi in quale argomento sperate? Traccia di letteratura o tema d’attualità?

 

Non perdete energie a ripassare di tutto di più, tanto meno a preparare sintesi e riduzioni salvavita… TEMPO SPRECATO!

Per quanto gli esami ci possano spaventare, perché vale sempre la regola dell’imprevedibile, sui banchi di scuola ognuno è messo alla prova con se stesso, con quello che ha seminato

Il vero sfidante non è il prof, né la materia o la commissione d’esame, quanto noi stessi… Che cosa abbiamo messo nella valigia di questo lungo viaggio nella Scuola Media o Superiore?

Vedrete che, dopo l’ansia del primo momento e un profondo respiro, il bagaglio delle esperienze, conoscenze e competenze acquisite nel corso del vostro cammino vi verranno in soccorso…

“Calma e sangue freddo”, cantava il ritornello di qualche anno fa… ebbene sì!

Respirazione e concentrazione, aprite i “cassetti della memoria” e il gioco è fatto!

 

Cosa resterà di quest’anno?

Beh, la scuola è molto di più di una serie di materie da conoscere e approfondire, per poi conseguire un risultato. Tra le ore che si susseguono, costruiamo relazioni educative e d’amicizia, impariamo l’arte dell’ascolto dei professori quando vorremmo parlare, a relazionare all’interrogazione quando preferiremmo restare zitti tra i banchi…

La classe è dove maturiamo il senso di giustizia, viviamo la legalità e scopriamo cosa vuol dire “bene comune”… Insomma, ci allena e prepara alla vita. La scuola è una straordinaria esperienza di comunità, che ci aiuta ad orientare i nostri desideri sul futuro, a tirar fuori ciò che siamo per diventare ciò che sogniamo! I compiti, le interrogazioni e gli esami, in quest’ottica, diventano un intermezzo impegnativo, a tratti molto faticoso… ma tutto ciò che conta, costa sempre fatica nella vita! La scuola ci prepara anche a questo.

E allora… cosa custodisci nella valigia dei ricordi, prima di chiuderla per vivere l’estate?

Mentre ci pensate… BUONA ESTATE! 

Sabrina di Paola

Piazza San Pietro come un grande “villaggio”

È questa la sensazione che provo a distanza di un giorno dalla grande giornata per la scuola. In 300.000 tra insegnanti, studenti, genitori, personale amministrativo e personale della scuola, educatori, abbiamo gridato il nostro amore per la scuola insieme a Papa Francesco e ai vescovi presenti. “La chiesa per la scuola” per una scuola che sproni gli alunni ad “imparare ad imparare”; perché non si finisce mai di apprendere e le basi per aprirsi alla realtà dovrebbe costruirle proprio la scuola! Ma no una scuola isolata. È per questo che il santo Padre ci ha fatto ripetere il detto africano “Per educare un figlio ci vuole un villaggio”, cioè una bella sinergia tra scuola, famiglia, istituzioni, chiesa; perché a tutti sta a cuore, alla scuola di don Milani, la formazione dei ragazzi.

Studenti di Monreale con il cappellino azzurro

Studenti di Monreale con il cappellino azzurro

E questa bella sinergia si respirava proprio in piazza, e oltre il colonnato: come in un villaggio ognuno ha fatto la sua parte per fare festa, per dire Si ad una scuola che oltre ai contenuti mette al centro la persona; una scuola comunità: luogo dell’incontro profondo nelle differenze; una scuola pubblica e paritaria capace di promuovere e far conoscere le tre lingue fondamentali: della testa, del cuore e delle mani, per una crescita armoniosa di ragazzi pronti a scegliere il vero, il bello e il bene! E tutto questo papa Francesco prima l’ha fatto e poi l’ha detto incontrando in lungo e in largo gli invitati alla festa. Vivere questa grande giornata sul sagrato insieme a 160 studenti siciliani dell’Arcidiocesi di Monreale e al nostro vescovo Mons. Michele Pennisi, è il regalo più bello che custodiro’ per sempre nel mio cuore. Un ragazzo del nostro gruppo, Riccardo Alagna, era tra gli ospiti che al termine dell’incontro, hanno salutato il papa.

Riccardo saluta il Papa

Riccardo saluta il Papa

In questo saluto ci siamo sentiti tutti abbracciati da papa Francesco che ci ha pure regalato un sorriso bellissimo quando Riccardo ci ha indicati con la mano. Per questa scuola e per questa chiesa abbiamo sottoscritto idealmente il nostro SI orgogliosi di ripetere ancora una volta ad alta voce “Meglio una sconfitta pulita che una vittoria sporca”.

Con Gioele Anni e gli amici del Msac di Lecce e Trieste

Con Gioele Anni e gli amici del Msac di Lecce e Trieste

 

Giovanna Parrino

 

L’assemblea di tutti

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In questi giorni, da mercoledì 30 aprile a sabato 3 maggio, si sta svolgendo a Roma la XV assemblea nazionale di Azione Cattolica. Il titolo dell’ assemblea è “Persone nuove in Gesù Cristo. Corresponsabili della gioia di vivere”. Si stanno vivendo momenti intensi e importanti per tutta la vita della nostra associazione.

1200 partecipanti. Milleduecento volti sorridenti che da tutta Italia si sono trovati per dare inizio al nuovo percorso che durerà per i prossimi tre anni. Milleduecento voci che pregano e cantano. Milleduecento tra bambini che gattonano, acierrini, giovanissimi, giovani, msacchini, adulti. Si prega, si sta insieme, ci si confronta, si riflette, si vota. In questa assemblea nazionale si votano le persone che per il prossimo triennio si metteranno a disposizione per tutti noi, con gioia, responsabilità e spirito di sacrificio. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone speciali in questa assemblea, dal nuovo assistente Mons. Mansueto Bianchi, che ci ha accompagnato nella preghiera e ci ha ricordato che per accogliere Gesù dobbiamo imparare a farci piccoli, perché solo il suo amore che ci rende grandi, a Franco Miano, ancora per poco presidente nazionale di Ac, che ci ha invece ricordato che dobbiamo impegnarci a uscire, ad andare incontro a chi ci chiede sostegno, un aiuto, una risposta, un’alternativa di gioia e d’amore ad un mondo troppo grigio, una prospettiva diversa, o anche solo un sorriso.

Anche altri importanti ospiti ci hanno regalato le loro preziose parole come Mons. Galantino e Paola Dal Toso, e anche il Cardinal Pietro Parolin, che ha celebrato la messa questa mattina. Domani, sabato 3 maggio incontreremo Papa Francesco, e insieme a lui pregheremo per tutta l’Ac, questa grande famiglia che riesce sempre a emozionarci.

Milleduecento volti presenti, innumerevoli cuori presenti. A questa assemblea partecipiamo tutti, nessuno escluso, anche lontano, anche da casa! Questa è l’assemblea di tutti! Allora, a tutti, buona assemblea!

Roberta Lancelotti

Il papa buono e il papa pellegrino

Certo che quattro Papi sono tanta roba! Eh sì, perché domenica scorsa, davanti a quel milione (e rotti) di fedeli accorsi a Roma, erano proprio in quattro: due presenti in carne e ossa, e due presenti con lo Spirito, vivo più che mai. Benedetto XVI aveva avviato il percorso, Francesco l’ha portato a compimento: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono Santi, entrambi dopo una vita intera spesa per Gesù Cristo.

Da un lato il Papa buono, che accarezza i bambini e rivoluziona la Chiesa con il Concilio Vaticano II; dall’altro il Papa pellegrino, sempre in viaggio per oltre vent’anni, che distrugge il comunismo e si oppone a ogni forma di dittatura. Probabilmente ora passeggiano insieme lassù, godendosi le bellezze del mondo ma anche piangendo per i mali che lo attanagliano.

La speranza è che quanto accaduto il 27 aprile rappresenti un punto di partenza per ognuno di noi, affinché sia sempre pronto “a metterci la faccia”, per esperire in prima persona “la vita buona del Vangelo”. Siamo tutti chiamati alla Santità, non solo i Papi come Angelo Giuseppe e Karol.

 Antonio Iannaccone

Quando il silenzio…

Ciao a tutti, amici di Graffitiblog,
sono un giovanissimo della diocesi di Vicenza e vorrei dedicarvi una breve riflessione su un momento di spiritualità e di silenzio che ho vissuto quest’estate al campo diocesano.
Quest’anno, al camposcuola di 3^ Tappa a Penia di Canazei, durante il momento di “deserto”, in cui si sta da soli a riflettere e a cercare un dialogo con Dio, mi sono ritrovato a non seguire più di tanto la traccia che ci era stata data ma piuttosto a pensare ad un fatto che mi era successo il giorno prima.
Grazie a queste tempo di riflessione interiore sono giunto ad una soluzione riguardo al problema che mi si era posto e a vivere più serenamente il rapporto con una persona, non solo i restanti giorni dell’esperienza diocesana di AC, ma anche nei giorni e mesi successivi.
Fino ad allora, non mi era mai capitato di ricavare un vero e proprio beneficio dalle esperienze di silenzio che avevo vissuto.

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Ora invece capisco che, nei momenti in cui si vive a fondo la propria spiritualità, si può ascoltare la voce di Dio che ci parla e ci dà consigli.
Come dice l’Apocalisse (3, 20) Dio sta alla nostra porta e bussa, sta a noi poi aprirgli le porte del nostro cuore e lasciare che entri e stia con noi.

Federico Baù

Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo in Mason Vicentino (VI)
Diocesi di Vicenza


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