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Archivio per la categoria 'Media & Tecno'

Malattia da social network!?

“Ciao tesoro, com’è andata oggi a scuola?” La solita noia mamma; vado a controllare la mia pagina facebook! “Va bene, spero che tu abbia imparato qualcosa di nuovo”  Mmm: mi è piaciuto quello che ha detto il prof. sull’olocausto, e non condivido lo spazio esiguo che la scuola riserva alla conoscenza della nostra storia moderna e contemporanea! A proposito, oggi è arrivato un nuovo compagno di classe e devo subito inviargli la richiesta di amicizia. <Mi piace>, <condivido>, <richiesta di amicizia>: chi di noi non riconosce queste espressioni ? Sono entrate a far parte della nostra vita quotidiana, così come l’uso delle nuove tecnologie in generale. Cosa faremmo se ci trovassimo per una settimana senza internet o la televisione, nostra compagna di vita? Sicuramente vagheremmo per casa come zombie in cerca di qualcosa che possa rimpiazzare degnamente ciò di cui siamo privi.

 

Potremo definirla comunemente “tecnologite acuta”: è questa la “malattia” che contagia la nostra generazione. Diventati schiavi di qualcosa, la tecnologia, nata con lo scopo di facilitare la vita dell’uomo e di permettere a quest’ultimo una rapida comunicazione con qualsiasi parte del mondo, siamo ora in attesa di una “cura” che possa disintossicarci da questa dipendenza. Quante volte siamo stati definiti come la generazione del futuro? Quante volte ci è stato detto che ciò che sarà dipende solo da noi? E com’è possibile, quindi, pensare ad un mondo governato dalla tecnologia e non dall’uomo? Perché in fondo è proprio questo ciò che siamo, uomini incatenati a delle banali macchine.

Preferiamo passare il nostro tempo davanti ad un computer o alla televisione piuttosto che stare insieme agli amici, spendere i nostri soldi per avere il nuovo iPhone e magari rinunciare ad una vacanza in famiglia. Questo non significa che lo sviluppo tecnologico debba essere considerato come un qualcosa di negativo, tutt’altro. Esso, infatti, ha permesso all’uomo di allargare gli orizzonti del sapere (dall’ambito medico a quello economico e scientifico ecc), e poter intrecciare relazioni pressoché universali.Allora, forse, quella cura di cui parlavo prima in realtà esiste già: è compito di ognuno di noi saper fare un uso equilibrato di ciò che la tecnologia ci offre, senza abusarne e rischiare così di renderla una minaccia piuttosto che un’opportunità. Occorre non  perdere di vista il fine ultimo di ogni nostra azione: il vero bene dell’uomo e dell’umanità.

Chiara Varraso

Referente legislativo MSAC Otranto

Marta Varraso

Equipe MSAC Otranto

 

…orizzonti sempre nuovi!

Ciao a tutti! Passate bene le feste? Sotto il vostro albero c’era il pieno di doni o avete fatto un Natale un po’ più sobrio, un po’ più in stile AC, magari pensando a qualcuno meno fortunato di voi? In ogni caso diamo un occhiata alle novità tecnologiche che sono uscite da poco e ci accompagneranno nel  nuovo anno…

In pole position impossibile non mettere Windows 8: il nuovo SO di Redmond è già su (quasi) tutti i PC ormai da un mese. L’interfaccia unificata, studiata per gli schermi touch dei tablet e degli smartphone, non è molto usabile sugli schermi tradizionali costringendo spesso a usare l’opzione per tornare al “vecchio” stile Windows 7. Ma ormai il dato a tratto e non si tornerà più indietro.

Arrivata giusto per il periodo natalizio la nuova console Wii U, che farà felici i videogiocatori.“E’ venti volte più potente della Wii” ha detto Iwata, boss della Nintendo, e l’altro punto di forza dovrebbe essere il nuovo controller con schermo 6” touch integrato. Magari l’avete ricevuta in regalo e ci avete già passato ore e ore …non esagerate pero!

Sempre più potenti i tablet, che finalmente sembrano arrivati alla stagione della maturità. Ormai per tutte le tasche e di molte dimensioni, col 3G o senza, con una o più fotocamere, dai più famosi Ipad e Galaxy a brand cinesi semisconosciuti. Per tutti vale un consiglio: se volete acquistarlo cercatelo almeno con Android 4.0, l’ultimo arrivato. Secondo alcuni analisti uccideranno gli e-book e gli e-reader:  ormai stesso prezzo ma potenzialità e versatilità molto maggiore. A proposito di Ipad: per gli amanti di Apple è uscito a novembre l’Ipad mini, stesso hardware del fratello più grande in un vestito più piccolo, per una maggiore portabilità.

E per gli amanti delle foto credo sarà l’anno delle mirrorless: come avere qualità (quasi) da reflex con dimensioni e pesi da compatta. Dai primi modelli sono stati fatti grandi passi in avanti e finalmente i fotografi sempre in viaggio  avranno pane per i loro denti.

Come dite? Il futuro? Si parla di occhiali stile Robocop e realtà aumentata …ma questo in un’altra puntata!

Diocesi di Cuneo

 

Ruzzle: …appassionati dalle parole

Ira, ire, irte, erti… no, non siamo impazziti, siamo soli stati invitati a giocare a Ruzzle dai nostri amici e non riusciamo più a smettere. Per i pochi che ancora non lo sapessero, Ruzzle è un gioco per smartphone in cui due giocatori si sfidano a chi compone più parole in tre round da due minuti ciascuno avendo a disposizione una griglia di 16 lettere (4×4).
Ma quali sono i segreti del successo di questo semplice gioco che interessa milioni di giocatori in tutto il mondo? Di certo non la novità, visto che esiste da tempo un gioco da tavola identico chiamato Paroliere (prodotto da Editrice Giochi, la stessa dello Scarabeo e di Risiko). Senza dubbio il successo di Ruzzle deriva dal suo carattere Social, perché non solo si possono sfidare utenti casuali, ma anche invitare a giocare gli amici di  Facebook, condividere gli obiettivi del gioco raggiunti e persino chattare tra un round e l’altro. L’altro aspetto importante è la competitività, che spinge gli avversari a trovare la parola più lunga sfruttando, soprattutto nell’ultimo round, le lettere speciali (doppio e triplo punteggio).

 

Al di là di mode e manie momentanee, Ruzzle non è solo un gioco divertente per tutti gli aspetti detti prima, ma anche un’opportunità per allenare la mente e arricchire il proprio vocabolario personale. Inoltre, Ruzzle permette di esercitarsi in altre lingue giocando con utenti di tutto il mondo. Certo, se poi, al termine di una partita, si trovasse anche il tempo per consultare il dizionario, Ruzzle diventerebbe un gioco davvero educativo!

 

Carmine Giordano

Vice presidente AC, Nocera-Sarno

 

La generazione tablet

Studenti che strisciano il badge per entrare a scuola, al suono della campanella si siedono rapidi ai loro banchi, aspettando che l’insegnante della prima ora faccia l’appello e inserisca gli assenti nel registro elettronico. C’era proprio bisogno di un governo tecnico per ampliare le vedute all’Italia?

Fatto sta che la rivoluzione è in corso. Il governo Monti ha disposto finanziamenti per una vera e propria rinascita e rivoluzione dell’istruzione: quarantacinque milioni di euro per creare una scuola all’avanguardia che scopre in particolar modo nei tablet e nell’utilizzo giusto e consapevole dalla tecnologia una nuova strada per riportare l’Italia ai livelli delle altre potenze europee. L’utilizzo del tablet comporterebbe la riduzione della produzione di libri stampati, che verranno sostituiti prontamente da E-book. La tecnologia non ha paura di competere con il “vecchio stile”: la possibilità di scrivere annotazioni sui propri E-book, di richiamare un concetto alla mente con l’uso della ricerca in internet e la possibilità di essere informati sempre su tutto, avendo solo un “tap” da fare su uno schermo, è senza dubbio una rivoluzione importante, che non farà rimpiangere i manuali voluminosi e pesanti che ogni studente porta quotidianamente nello zaino.

Lo scopo del governo tecnico è quello di ridare un tono  e credibilità al Belpaese; la classe insegnante sarà la chiave che farà azionare il nuove motore della società–scuola. La rivoluzione che avvenne nella metà del Quattrocento, ovvero quella della stampa, è stata fondamentale per arrivare all’utilizzo delle odierne tecnologie. Con l’avvento della carta stampata, si è arrivati alla graduale produzione di giornali: dai mensili, poi settimanali e infine ai quotidiani; ma ora che il pianeta non riesce più a sostenere i ritmi infernali che l’essere umano impone, come la cancellazione totale di migliaia di ettari di foreste alla settimana per la produzione di carta, l’uomo deve scegliere nuove strade. E chi meglio di un tablet, maneggevole, veloce e comodo può sostituire tutta la carta e aiutare l’ambiente? Uno studio condotto da Il Sole 24 Ore ha registrato che la vendita dei giornali cartacei crolla di giorni in giorno. Chi continua a preferire il cartaceo spesso sono gli anziani, affezionati, che pensano di non potersi più aggiornare, causa la loro età, non rendendosi conto che l’utilizzo di un tablet è molto istintivo: il movimento da compiere per sfogliare un libro digitale ne è la conferma.

Lo studio inoltre mostra che negli ultimi anni, con l’avvento, appunto, delle tavolette digitali, molti più giovani riagganciano i rapporti con l’informazione, grazie anche alle promozioni che le apps di giornali propongono con grande frequenza. Dunque E-book, giornali digitali, ricerche rapide su internet e molto altro ancora, saranno sempre a portata di mano. Ed è per questo che i tablet saranno il più grosso fattore di accelerazione della cultura dopo Gutenberg.

 

Eleonora Rossi

Diocesi di Parma

…l’ho visto su internet!

“Dev’essere vero per forza!! L’ho visto su internet!” Quante volte sentiamo frasi di questo tipo ?!

Ma ne siamo proprio sicuri? Facebook ha più di 500 milioni di utenti. Twitter, 26 milioni di iscritti. Linkedin, un milione. Numeri da capogiro, e dalle infinite potenzialità: condivisione rapida di informazioni, file, notizie, ‘azzeramento’ dello spazio, vita in tempo reale.

Chiunque ha sperimentato i vantaggi di questo strumento, ma il problema dei contenuti resta. Cosa circola attraverso la rete? Il falso è dietro l’angolo: falso in buona fede, ma anche falso con secondi fini. E possiamo cascarci tutti…

Dopo anni di Facebook e social network, abbiamo sviluppato i giusti anticorpi? Internet continua ad essere una prima fonte, da verificare sempre, anche se questo vuol dire andare contro il “bello” di internet: la velocità. Quella velocità che ha decretato il successo della rete e dei suoi figli e nipoti, e che permette di far circolare le notizie, i propri pensieri e tutto quello che vediamo, ascoltiamo o ci passa per la testa, in un batter di click.

Ma un “condividi” o un “pubblica” senza pensieri non sono innocui sistemi per essere in contatto con il mondo… Il web mette a disposizione un oceano di informazioni, ma non tutte sono utili, o veritiere. Quello che occorre, prima di ogni altra cosa, è imparare a distinguere la buona informazione dalla cattiva. Ma come ci si adopera a difesa della verità, nella ricerca della verità? Additare Internet come contenitore di falsità è sbagliato: dalla rete passa la trasparenza della Pubblica Amministrazione, gli open data, libri, documenti originali e ricerche. La sfida è saper cercare, imparare a cercare, capire, utilizzare.

Si dovrebbe provare a cercare almeno 3 o 4 fonti ed opinioni diverse, e confrontarle. E’ un lavoraccio, lo so. Sarebbe molto più facile leggere una bufala su Facebook e farla propria. Ma questo vorrebbe dire alimentare la “disinformazione fast-food”, che, come il cibo spazzatura, costa poco, è gustosa e soddisfa lì per lì, ma danneggia la salute…

Come ragazzi giovani e giovanissimi, ma anche e soprattutto come membri di AC, e forse, educatori o futuri educatori, stiamo attenti: che esempio diamo a chi ci guarda con ammirazione, o a chi si fida di noi, se pubblichiamo, commentiamo e giudichiamo qualunque cosa, senza un po’ di filtri, senza pensare che, comunque, tutto ciò che esprimiamo attraverso questi canali, non viene recepito da una o due persone, che mi conoscono e possono filtrare nel modo giusto quello che dico, ma da centinaia di altre persone, che possono a loro volta, giudicare, commentare e condividere?

Cerchiamo di non perdere la percezione della differenza tra “vissuto” e “navigato”. Il rischio più grande che rischiamo di correre, tutti, è quello di perdere il contatto con la realtà, confondendo lo schermo con la vita. Sviluppiamo una capacità critica, per poter distinguere il vero dal falso, la realtà dal virtuale, non solo tra le notizie, ma anche e soprattutto tra le persone. Quante volte si chiamano “amici” persone che per noi sono solo “profili” persone che non abbiamo mai visto e che magari non vedremo mai, e si evita di parlare con una persona a voce, ritenendo che basti scriverle un messaggio. Basta guardare il profilo di persone giovani o vecchie, acculturate o no, per capire che tutti cadono in questa trappola.

Che sia in rete o in generale nella vita di ognuno resta fondamentale il senso critico: sono così si avranno gli strumenti per difendersi dai “fake” del web. E non solo del web.

Francesca Balbi

Diocesi di Genova


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